Riconciliazione

IL SACRAMENTO

Il peccato è anzitutto offesa a Dio, rottura della comunione con lui. Nello stesso tempo esso attenta alla comunione con la Chiesa.
Cristo ha istituito il sacramento della Penitenza per tutti i membri peccatori della sua Chiesa, in primo luogo per coloro che, dopo il Battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale. A costoro il sacramento della Penitenza offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione.

CCC 1440; 1446

ORARIO DELLE CONFESSIONI
E COLLOQUI SPIRITUALI

DAL LUNEDì AL VENERDì

Dalle ore 17.00 alle ore 18.00

MERCOLEDì – VENERDì – SABATO

Per Confessioni e Colloqui spirituali

Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 (salvo imprevisti e celebrazione dei Sacramenti)

COME CI SI CONFESSA?

Ecco alcuni passi per prepararti bene a vivere il Sacramento della Riconciliazione

1.

ESAME DI COSCIENZA

È bene prepararsi a ricevere questo sacramento con un esame di coscienza fatto alla luce della Parola di Dio. I testi più adatti a questo scopo sono da cercarsi nel Decalogo e nella catechesi morale dei Vangeli e delle lettere degli Apostoli: il discorso della montagna, gli insegnamenti apostolici.

2.

CONTRIZIONE

Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è il dolore dell’animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire.

3.

CONFESSIONE

La confessione al sacerdote costituisce una parte essenziale del sacramento della Penitenza: è necessario che i penitenti enumerino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza. Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa.

4.

PENITENZA

L’assoluzione toglie il peccato, ma non porta rimedio a tutti i disordini che il peccato ha causato. [Il peccatore] deve dunque fare qualcosa di più per riparare le proprie colpe: deve soddisfare in maniera adeguata o espiare i suoi peccati.
La penitenza che il confessore impone deve tener conto della situazione personale del penitente e cercare il suo bene spirituale. Essa deve corrispondere, per quanto possibile, alla gravità e alla natura dei peccati commessi. Può consistere nella preghiera, in un’offerta, nelle opere di misericordia, nel servizio del prossimo, in privazioni volontarie, in sacrifici, e soprattutto nella paziente accettazione della croce che dobbiamo portare.