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L’ arcivescovo tra di noi

 

l'arcivescovo mons. Luigi Moretti visita la parrocchia di S. Margherita e S. Nicola del Pumpulo in Pastena (SA)Non si è smentito, il nostro arcivescovo. Aveva promesso all’inizio del suo cammino pastorale, che non avrebbe fatto mancare il sostegno della sua presenza paterna ed il suo incoraggiamento ai fedeli della sua diocesi. E così è avvenuto.

Ieri sera, alle 20, puntuale, accolto da una folla felice e gratificata, dal parroco don Sabatino Naddeo, dal vice parroco don Giuseppe Greco e dal parroco emerito, don Osvaldo Giannattasio, mons. Luigi Moretti ha fatto il suo ingresso nella chiesa di Santa Margherita e S. Nicola al Pumpulo. Occasione, più o meno ufficiale, l’inaugurazione della casa canonica: occasione, neanche tanto celata, il desiderio di incontrarsi vis a vis con la comunità di Santa Margherita e farle sentire, come una costante, il segno dell’ amore che il Pastore nutre verso il suo gregge.

Ed i fedeli hanno recepito questo messaggio di mons. Moretti, e gli hanno rivolto delle domande per verificare se il percorso intrapreso va nella giusta direzione e per ottenere lo sperato consenso per iniziative che andranno a movimentare la parrocchia.

Cosi, dopo la presentazione dei singoli membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale e degli Affari Economici (organismi di nuova costituzione nella nostra parrocchia) Marianna Africola ha rappresentato la necessità di poter svolgere azione pastorale all’esterno dei locali della chiesa, magari celebrando  l’Eucaristica della notte di Natale nei locali del centro sociale estremamente più ampi di quelli della Chiesa; Monica Grimaldi ha parlato della difficoltà di rapportarsi con i giovani, presi da mille occupazioni e problemi; Roberto Frangione ha chiesto al presule se il sogno di avere una chiesa nuova con locali adeguati alle varie esigenze della parrocchia possa divenire una realtà, Mimmo Clausi ha sottolineato alcuni aspetti della problematica legata alle coppie, specie  i fidanzati ed i giovani sposati; la signora Geltrude si è chiesto se gli antichi valori (famiglia, onestà, amore ecc.) abbiano ancora diritto di cittadinanza in una comunità cattolica. Insomma, una filiera di aspettative diversamente articolate che hanno trovato una risposta puntuale, anche se non sempre accondiscendente.

Al termine dell’incontro, mons. Moretti ha visitato i locali della nuova casa canonica, congratulandosi con don Sabatino per aver ripristinato, ad uso collettivo numerose stanze, riservando a sé ed al vice parroco solo una camera da letto con bagno ed uno studiolo in comune.

 

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